La Stele di Novilara rappresenta uno dei reperti archeologici più affascinanti dell’Italia preromana e, per noi, ancora più interessante perché è stata rinvenuta nei pressi di Novilara.
Novilara è un antico insediamento piceno nelle Marche e, questa stele incisa con un’iscrizione, rappresenta ancora un mistero per tutti gli appassionati perché è inciso in un alfabeto non del tutto decifrato che continua a sollevare interrogativi e dubbi tra gli studiosi ancora oggi.
Oltre al mistero linguistico, il manufatto offre una finestra sulla cultura picena, un popolo che prosperò lungo la costa adriatica prima della romanizzazione.
I Piceni erano una civiltà fiorita tra il IX e il III secolo a.C. nell’area che oggi corrisponde alle Marche e alla parte settentrionale dell’Abruzzo. Caratterizzati da una società guerriera e una cultura materiale ricca, i Piceni avevano forti legami commerciali con gli Etruschi e i Greci, come dimostrano i manufatti trovati nelle loro necropoli.
Solitamente le loro città non venivano edificate sulla costa (fatta eccezione per Numana e Ancona) per cercare di proteggersi dalle incursioni piratesche e, in effetti, Novilara con la sua altitudine e a soli 5 chilometri circa dal mare rappresentava un punto strategico per la scelta della zona.
Gli scavi archeologici hanno portato alla luce numerose tombe (oltre 300), armi e ceramiche, ma la scoperta più significativa è proprio la stele di Novilara, che sembra testimoniare un aspetto ancora poco conosciuto della scrittura picena.
I lavori di ricerca della zona sono stati prolifici e, nella seconda metà del XIX secolo, hanno fatto tornare alla luce proprio la stele di Novilara.

Le aree degli scavi sono la “Necropoli Servici” (datato 750-600 a.C.) e la “Necropoli Molaroni” (datato 810-600 a.C.), sono zono che si trovano appena fuori da Novilara, sulla strada per andare a Pesaro.

La stele è una lastra di pietra arenaria con incisioni su entrambi i lati, da una parte troviamo scene figurate (una nave, figure umane e simboli) mentre, dall’altro, delle iscrizioni.
La sua datazione è tra il VI e il V secolo a.C. (più probabile la datazione del VI secolo a.C.).
Come detto prima, la stele di Novilara ha due facce, entrambe decorate.

La dr.ssa Rossella Martini fornisce un’interpretazione della faccia anteriore interessante: si tratterebbe di un voto propiziatorio per una guarigione.
I simboli che portano a una conclusione di questo tipo sono 4:
Oltre a questa simbologia, già di per se molto interessante, troviamo poi, al centro della stele un’iscrizione.
La lettura procede da destra verso sinistra ed è composta da: 12 righe, 43 parole (di cui 15 intere, 27 mutile e 1 nome proprio). Segue un alfabeto tipico del greco arcaico, ma con influenze e caratteri dell’etrusco, dell’osco e del falisco.
La peculiarità è che la lingua presenta importanti differenze rispetto a quelle parlate nel territorio italico e, in effetti, la peculiarità del manufatto è proprio non avere una connotazione precisa tanto che non si esclude neanche che si possa trattare di una lingua non indoeuropea.
Riportiamo la completa iscrizione sulla tavola, così come è riportata su Wikipedia:
mimniś . erut . caareśtadeś
rotnem . úvlin . parten (.) úś
polem . iśairon . tet
šut . tratneši . krúś
tenac . trút . ipiem . rotneš
túiś . θalú . iśperion . vúl
teś . rotem . teú . aiten . tašur
śoter . meri/pon . kalatne
niś . vilatoś . paten . arn
úis . baleśtenac . andś . et
ut . iakut . treten . teletaú
nem . polem . tišu . śotriś . eúś
Nell’iscrizione non sono presenti riferimenti noti come la morte o l’età del defunto, ma altrettanto troviamo invece parole significative come pelle, ferita e salvatore. Inoltre, si ha contezza della frase “coagulare che prosperi” che potrebbe avere valenza salutare.
Non vi è certezza e la presenza di termini come “agnelli” e “cosci” (In anatomia, il segmento dell’arto inferiore situato tra l’anca e il ginocchio) porta a pensare anche a un’eventuale ara sacrificale.
Insomma, ancora oggi la Stele di Novilara rappresenta un mistero per gli studiosi.

Sulla faccia posteriore della stele abbiamo – partendo dal basso verso l’alto:
La Stele di Novilara è un reperto di grande importanza per comprendere la civiltà picena, un antico popolo italico. Dalla sua analisi emergono diversi aspetti significativi:
È un reperto cruciale che illumina aspetti linguistici, culturali e storici dei Piceni, aiutando a colmare le lacune nella conoscenza di questa civiltà pre-romana.
Oggi la Stele di Novilara è conservata presso il Museo Pigorini di Roma.
Vi sono altre 2 stele reperte nella zona di Novilara, la più antica – del VII secolo a.C. si trova al Museo Oliveriano di Pesaro e rappresenta una grande nave a vela dispiegata con i rematori in azione e, in basso, uno scontro navale tra due imbarcazioni più piccole. La poppa e la prua di tutte le imbarcazioni presentano elementi serpentiformi.
Purtroppo si tratta di un manufatto molto frammentato e per questo pochi studi possono essere fatti su di essa.
L’altra stele si trova al Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona ed anche in questo caso parliamo di un manufatto molto frammentato con, probabilmente, una raffigurazione di un incidente di caccia in cui il ferito si distorce dal dolore.
I punti di interesse, se siete interessati al mondo piceno di Novilara sono:
Per raggiungere il Museo Oliveriano di Pesaro, dal nostro Casale Novilara, bastano 20 minuti di macchina.