Il brodetto alla fanese è il piatto tipico fanese per eccellenza. Lo è perché è il piatto dei pescatori e della popolazione che sceglieva il pesce in funzione di quanto non poteva essere venduto e non si poteva più usare per la pesca perché non ne aveva le caratteristiche, ad esempio, perché aveva troppe lische o perché troppo piccolo o ancora perché poteva rompere le reti da pesca.
Le testimonianze dicono che il piatto venisse preparato, in alcuni casi, direttamente sulle barche dei pescatori e, se il pescato era troppo scarso, si dice che venisse inclusa nella zuppa anche dei pezzi di scoglio anche perché la pesca poteva prevedere diversi giorni di mare.
In effetti, i pescatori, fornivano i clienti con il pesce più buono che sarebbe diventato poi la “rustita“, il famoso arrosto misto di pesce con i pezzi più pregiati della pesca giornaliera.
Oggi il “business” del brodetto alla fanese coinvolge circa 750 imbarcazioni che si dedicano alle attività ittiche rappresentando anche un interessante comparto dell’economia marchigiana.

Ci atteniamo alla ricetta classica, quella indicata “ufficialmente” dal Brodetto Fest vero punto di riferimento per gli amanti di questa delizia:
Come detto, i pesci che dovrebbero far parte del vostro brodetto sono: mazzole, rana pescatrice, gattuccio, tracina, razza, boccaincava, pesce San Pietro, canocchie, seppie e scorfano. Molto importante è la pulizia dei pesci, eviscerandoli e pulendoli bene.
Da segnalare che le varianti del brodetto più note, quella veneta e quella romagnola, sosituiscono il San Pietro con la gallinella, naturalmente ogni località ha poi la sua declinazione peculiare, ma rimandendo nel gotha delle più diffuse abbiamo la marchigiana, la romagnola e la veneta.
Essendo un piatto tipicamente adriatico trova poi declinazioni internazionali anche in Croazia e Grecia.
L’ingrediente che non deve mai mancare è il pane casereccio, perché il gusto che si scatenerà con il brodetto dovrà essere premiato con una bella scarpetta finale.
La zuppa di pesce deve cuocere a fuoco lento per ottenere un sapore ricco.
Il brodetto alla fanese, in particolare, prevede una cottura che può variare dai 30 ai 40 minuti, a seconda della tipologia di pesce utilizzato. La regola d’oro è non mescolare per evitare di rompere i pezzi di pesce.

L’abbinamento vino-cibo è essenziale per esaltare il gusto del brodetto e, secondo noi, il miglior modo per esaltare il sapore della zuppa di pesce è di gustarlo con un vino della zona.
I migliori vini da provare sono:
Se vuoi osare con un rosso (ahia…), un Lacrima di Morro d’Alba servito fresco può essere un’alternativa interessante anche se noi che su questo siamo più tradizionalisti rimaniamo sul bianco.
A Fano, per fortuna, abbiamo tanti posti dove poter mangiare il brodetto alla fanese, i nostri preferiti sono:
Dagli anni 2000 esiste una vera e propria Confraternita del Brodetto, nata per tutelare la ricetta originale e promuovere questo piatto nel mondo. Organizza eventi e degustazioni per valorizzare questa eccellenza gastronomica.
È un’associazione molto attiva ed apprezzata per il suo lavoro che – ormai – è ultraventennale avendo festeggiato nel 2024 il 20imo anno di attività. Il presidente che ha portato alla “maturità” l’associazione è stato l’ex presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano Valentino Valentini che ha ricoperto la carica per 18 anni. Oggi ha preso in mano il timone Alfredo Antonaros Taracchini scrittore e drammaturgo italiano che, nella sua storia professionale si è occupato di cibo sul canale televisivo Raisat Gambero Rosso Channel.
Dal 30 maggio al 2 giugno 2025 torna il BrodettoFest. Il luogo del ritrovo è Via Cesare Simonetti, naturalmente, a Fano.
Nella storia delle sue edizioni – oggi siamo arrivati alla 23ima edizione – il Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce ha avuto diverse periodicità; ma sempre tra giugno e settembre.
L’inziativa ha avuto un successo generoso e a testimonianza della bontà dell’iniziativa – nel 2024 – è stato “esportato” il modello anche a Barcellona, in occasione del SeaFood Expo Global, la fiera internazionale dedicata all’acquicultura.
Per la sagra c’è anche un sito dedicato molto dettagliato, lo trovate qui.

Il brodetto nasce come piatto povero dei pescatori che utilizzavano il pesce meno pregiato per preparare una zuppa nutriente. Ogni città marinara dell’Adriatico ha la sua versione, ma il brodetto alla fanese si distingue per il suo equilibrio di sapori.
È un prodotto verace e risponde ai gusti di tutti; in passato era appannaggio dei marinai – appunto – che ne degustavano le sue nutrienti proprietà a brodo dei loro pescherecci.
La creazione del brodetto alla fanese è anche figlio di un accordo particolare che avevano i marinai con gli armatori che prevedeva “da contratto” la possibilità per i marinai di portarsi a casa il pesce invenduto o invendibile al mercato.
Oggi, oltre a mantenere un grande orgoglio per i fanesi è anche un richiamo per i turisti che trovano il loro naturale sfogo nel festival dedicato al brodetto fanese, ma anche – in periodi diversi dalla kermesse, i ristoranti litorali che offrono la gustosa pietanza.
Il brodetto alla fanese ha origini antiche, tramandato da generazioni di pescatori. La sua particolarità è nell’uso di aceto e pomodoro, che conferiscono un gusto unico e leggermente acidulo. Nel tempo, il piatto si è evoluto, diventando un’icona della cucina marchigiana.
Si tratta di un piatto secolare e – naturalmente – prima della scoperta dell’America il piatto veniva preparato senza il pomodoro.
Spesso si confondono, ma ci sono differenze:
Raggiungere il festival del Brodetto da Casale Novilara è molto semplice, basterà prendere le indicazioni per Fano e raggiungere il litorale, Via Cesare Simonetti, in soli 15 minuti sarete al Brodetto Festival!